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On line il webmag del Centro Musica!!!

febbraio 16th, 2010

Watch live streaming video from centromusicacremona at livestream.com
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CMtv: prima puntata del WEBMAG 2010 del Centro Musica.

febbraio 16th, 2010

La redazione del Centro Musica si arricchisce della collaborazione di Valentina Granelli, Ilenia Fornasari, Laura Marcolini ed Aurora Cattarino per la produzione della seconda stagione del WEBMAG del Centro Musica del Comune di Cremona.

In questa puntata si parlerà di 7note, Chi è di Scena!, Opening Party del Centro Musica e Dialoghi Sonori.

Dalle ore 21.00 di oggi (16 febbraio 2010) sarà on line sulla nostra webtv.

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NADA in concerto @ DIALOGHI SONORI 2009/2010

febbraio 15th, 2010

PIANETA GIOVANI
il Centro Musica ‘Il Cascinetto’ di Cremona
il Servizio Politiche Giovanili del Comune di Cremona

presentano


DIALOGHI SONORI 2009/2010
Giovedì 18 Febbraio 2010

NADA duo
con Fausto Mesolella (Avion Travel)

+ MUSICAMATITA

Teatro Monteverdi
via dante 149 – Cremona
dalle 21:00 – ingresso gratuito su prenotazione
Evento sold-out*

Cantiere Sonoro, contenitore musicale giunto all’undicesima edizione ed organizzato dal Centro Musica ‘Il Cascinetto’ del Servizio Politiche Giovanili del Comune di Cremona, presenta il primo percorso dell’attività 2009/2010: Dialoghi Sonori.
Per il secondo anno la manifestazione si inserisce nell’importante progetto regionale Pianeta Giovani – Creatività ed Opportunità e presenta la tradizionale serie di incontri-concerto con artisti di caratura nazionale ed internazionale.

Il terzo appuntamento, dopo gli strepitosi sold-out per i live di Noemi e Niccolò Fabi, è fissato per Giovedì 18 Febbraio 2010 presso il Teatro Monteverdi di Cremona con una vera icona della musica d’autore Italiana:

NADA
www.nadamalanima.it

Dopo un primo 45 giri, contenente una cover in italiano di Les bicyclettes de Belsize, a soli quindici anni debutta al Festival di Sanremo 1969 con Ma che freddo fa (in coppia con i Rokes), singolo inciso per la RCA Talent che la spinge al primo posto in hit-parade regalandole un’enorme e improvvisa popolarità in Italia, Spagna, Giappone e altri paesi. Viene soprannominata Il pulcino di Gabbro per la sua giovanissima età. Pochi mesi dopo, partecipa a Un disco per l’estate 1969, con la canzone Biancaneve (ma è il retro del singolo, Cuore stanco, a riscuotere maggior successo).
Nel 1970 canta
Pa’, diglielo a ma’ in coppia con Ron sempre a Sanremo, mentre nel 1971 vince con Il cuore è uno zingaro in coppia con Nicola Di Bari, per poi classificarsi nuovamente terza nel ‘72 con Re di denari. Nelle hit-parade di questo periodo, oltre ai successi sanremesi, riscuotono grande successo anche Che male fa la gelosia, Bugia, e L’anello. Nel 1972, è di nuovo a Saint Vincent per Un disco per l’estate, dove si classifica decima (ai nastri di partenza i cantanti in gara erano ben 64) con Una chitarra e un’armonica.

Con l’album Ho scoperto che esisto anch’io (1973), la giovane cantante abbandona l’immagine adolescenziale costruita dai suoi discografici e si avvicina alla poetica del suo conterraneo Piero Ciampi. L’album verrà rivalutato solo successivamente. Intanto, sempre nel 1973, partecipa nuovamente a Un disco per l’estate con “Brividi d’amore”, scritta da Michetti, Paulin e Sacchi (i primi due sono componenti del noto gruppo I Cugini di Campagna), finalista a Saint Vincent.
Si avvicina inoltre alla nuova canzone d’autore italiana collaborando con alcuni grandi nomi giunti solo qualche anno dopo alla vera notorietà (come ad esempio Antonello Venditti, Riccardo Cocciante e Claudio Baglioni), collaborazioni di cui ben poco è stato poi pubblicato per ragioni discografiche.

La svolta prosegue nel 1975 con l’album 1930: Il domatore delle scimmie in cui collabora con la Reale Accademia di Musica (vedi il gruppo musicale Fholks).
Tra la fine del 1976 e gli inizi del 1977 Nada prova ad esibirsi in concerto con alcuni amici conosciuti alla RCA tr cui Piero Ciampi, Paolo Conte e Renzo Zenobi, ma le serate non riscuotono molto successo; viene anche registrata una trasmissione televisiva, che però la Rai non trasmetterà mai. Grazie a quest’incontro, comunque, Nada incide nel suo disco di quell’anno due canzoni di Conte,
Avanti bionda e La fisarmonica di Stradella (per quest’ultimo brano il cantautore effettuerà alcune modifiche al testo), una canzone di Ciampi (L’amore è tutto qui) ed una di Zenobi (Io e te su quei giorni).

Con il passaggio dalla RCA alla Polydor, Nada torna al grande successo attraverso un repertorio più leggero, con la collaborazione di Mauro Lusini. Pubblica svariati 45 giri che ottengono un buon riscontro commerciale: Pasticcio universale (1978), Dolce più dolce (1980), Dimmi che mi ami (1981), fino a Ti stringerò (1982), di cui Nada firma per la prima volta il testo.
Nel 1983 passa alla EMI ed esce l’album
Smalto, trainato dalla celebre Amore disperato, che diventa immediatamente uno dei maggiori tormentoni dell’anno, nonché uno dei brani italiani simbolo degli anni ottanta italiani. Sempre nel 1983, la cantante ottiene la vittoria nell’ambito di parecchie popolari rassegne, tra cui Vota la voce come miglior cantante donna dell’anno, ed Azzurro, assieme alla collega Alice.

L’anno seguente esce il singolo Balliamo ancora un po’. Negli Lp Noi non cresceremo mai (1984), e Baci rossi (1986), l’artista lascia ampio spazio all’elettronica, ottenendo un limitato successo.
Dopo la partecipazione al Festival di Sanremo 1987 (
Bolero) che la vede ultima classificata, segue un silenzio artistico di molti anni interrotto nel 1992 dalla pubblicazione dell’album L’anime nere, in cui Nada firma parte dei testi. Il lavoro non avrà però la giusta promozione a causa di contrasti con l’etichetta discografica.

Nel 1994 viene pubblicata una raccolta intitolata Malanima: Successi ed inediti 1969-1994 per celebrare i 25 anni di carriera. La raccolta contiene anche due pezzi scritti per lei da Claudio Baglioni nel 1972.

Nel 1997 esce Nada Trio, a testimonianza di un’attività concertistica basata su arrangiamenti classici ed essenziali. Il “trio” è costituito da Nada, Fausto Mesolella (chitarra) e Ferruccio Spinetti (contrabbasso) della Piccola Orchestra Avion Travel, coi quali riarrangia i classici del suo repertorio più un brano del gruppo (l’intensa Abbassando), una canzone di Franco Battiato (Venezia-Istanbul, che finirà anche su un tributo al cantautore siciliano) e la popolare Maremma.
Il disco viene venduto inizialmente come allegato ad una rivista, poi in seguito viene ristampato dall’etichetta
Storie di Note, ponendo le basi della sua nuova credibilità artistica.

Nel 1999 presenta al Festival di Sanremo il brano Guardami negli occhi, da lei scritto e composto, ottenendo una certa visibilità e riscuotendo anche l’attenzione di Adriano Celentano che la vuole per il duetto Il figlio del dolore, uscito nel 2000 all’interno del disco Esco di rado e parlo ancora meno del molleggiato. Nell’album Dove sei sei (1999) collabora con Mauro Pagani. Nel 2001 pubblicato L’amore è fortissimo il corpo no, improntato al rock, così come il successivo Tutto l’amore che mi manca, prodotto da John Parish e premiato come miglior album indipendente del 2004. Nei tre album Nada è autrice di quasi tutti i brani. Nel 2003 pubblica per Fazi Editore il suo primo libro, la raccolta di poese Le mie madri, proponendosi con uno stile composito e innovativo.

Nel 2005 collabora con Massimo Zamboni, prima cantando tre canzoni nel suo disco Sorella sconfitta, poi per una serie di concerti a cui seguirà un album live a due intitolato L’apertura.

Nel 2006 torna con una raccolta intitolata Le mie canzoncine 1999-2006, contenente i brani incisi negli ultimi dischi insieme all’inedita Scalza, singolo dalle sonorità estive. Nel 2007 partecipa nuovamente al Festival di Sanremo con il brano Luna in piena, sempre da lei scritto, come del resto tutto l’omonimo album, riottienendo poi una buona visibilità attraverso diversi passaggi radiofonici e trasmissioni televisive.

Nello stesso anno i successi Ma che freddo fa e Amore disperato vengono inseriti nella colonna sonora del film rappresentante l’Italia al Cannes, Mio fratello è figlio unico. Le versioni proposte sono quelle intensamente acustiche tratte dall’album Nada trio del ‘95.

Nel 2008 esce Stazione Birra, il suo primo album live, con due brani inediti (Stretta e Novembre, l’ultimo composto dalla band comasca Les Fleurs des Maladives) entrambi estratti come singoli.

Nello stesso anno esce, sempre per Fazi Editore, il romanzo autobiografico Il mio cuore umano, diventato poi anche uno spettacolo teatrale incentrato sul suo percorso artistico e personale. Dal romanzo è stato tratto un film tv, per la regia di Costanza Quatriglio, intitolato “Il mio cuore umano”, andato in onda il 20 agosto 2009 sulla RAI. Il 21 giugno 2009 prende parte al concerto benefico Amiche per l’Abruzzo aprendo la diretta radio nazionale. Per l’occasione si è esibita con una band di eccezione, formata da Carmen Consoli al basso, Marina Rei alla batteria e Paola Turci alla chitarra, che l’ha accompagnata nell’esecuzione della sua celebre Ma che freddo fa. Nel 2009 è la voce degli Zen Circus nella canzone “Vuoti a perdere”, contenuta nel album “Andate Tutti Affanculo”,uscito l’ 11/09/09 per l’etichetta “la tempesta”

In apertura i giovani Cremonesi MUSICAMATITA selezionati dalla rete territoriale di Cantiere On Web (iscrizioni aperte).

Durante la serata verranno offerti drink grazie al progetto Blunotte in collaborazione con Ascom Cremona e Fipe grazie ai locali  Cremonesi Q.IN (via XI Febbraio) e CAFE’ DELLA GALLERIA (Galleria XXV Aprile).

* Evento sold-out
Le prenotazioni per l’ultimo appuntamento con DENTE saranno disponibili da Venerdì 19 Febbraio telefonando al Centro Musica ‘Il Cascinetto’ n° 0372.435701 dal lunedì al venerdì dalle 14:30 alle 19:30

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L’Occhio della Musica

febbraio 15th, 2010

“L’ Occhio della musica” è un percorso di formazione, una possibilità di scambio culturale ed espressione della fantasia giovanile strutturato a partire dal desiderio di approfondire la relazione creativa e comunicativa fra due linguaggi: la musica e le immagini video (in particolare: videoclip musicali, short promozionali, clip di taglio documentario, videoarte).

Il progetto, realizzato con LabCom, è presentato dall’Associazione Ensemble #01 in collaborazione con l’Associazione Culturale In Ascolto MMIMantova e con il gruppo informale di giovani musicisti Ensemble #02 con l’obiettivo di sviluppare opportunità creative e relazioni per giovani musicisti e videomaker estranei a percorsi istituzionali/accademici di studio.

Il laboratorio è articolato in due fasi:
1. Un percorso formativo di 4 LEZIONI APERTE con la collaborazione di esperti sul rapporto musica e immagini (tecniche del videoclip, del backstage, dell’intervista, dello short promozionale e della videoarte
2. LABORATORIO PRATICO in cui musicisti e videomaker potranno lavorare alla produzione di materiali audiovisivi originali. 

Le iscrizioni scadono il 22 febbraio.

 
Per info/contatti:

http://www.labcomgiovani.it/labcom/laboratori/1371/locchio-della-musica-laboratorio-di-musica-e-video.html

Matteo Parrinello
+39.328.8826494
mailto:matteomph@libero.it

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Back to School 2010 – NICCOLO’ FABI

febbraio 9th, 2010

Pianeta Giovani
Cantiere Sonoro 2010
Liceo ‘S. Anguissola’

presentano

BACK TO SCHOOL! 2010
quarta edizione

BACK TO SCHOOL!, percorso under 18 d’eccellenza nazionale di Cantiere Sonoro rivolto agli studenti delle scuole medie superiori della città di Cremona, giunge alla quarta edizione.
Il progetto è costruito e realizzato grazie alla collaborazione con il Liceo Anguissola ed il prof. Aldo Pini.
Dopo il sempre crescente successo, culminato con la terza edizione che ha visto la docenza di Marco ‘MORGAN’ Castoldi, lo staff del Centro Musica ‘Il Cascinetto’ è lieto di annunciare che la docenza per l’edizione 2010 sarà affidata ad uno dei più importanti e raffinati cantautori della scena nazionale: NICCOLO’ FABI

La selezione per la formazione della classe BACK TO SCHOOL! 2010, aperta a tutti gli studenti delle scuole medie superiori della città di Cremona, si terrà il prossimo Mercoledì 10 Febbraio 2010 presso l’Aula Musica del Liceo Anguissola, via Palestro 30, Cremona dalle ore 14:30.

A tutti i ragazzi interessati è richiesto di presentarsi già con il proprio strumento musicale (esclusi batteria e tastiere).

A partire dal mese di Febbraio 2010 si terranno quindi gli incontri/laboratori, srotolando il percorso con cadenza settimanale fino a Maggio 2010, mensilità per la quale è prevista l’esibizione pubblica, in apertura del Pim Pum Pam Festival 2010.

per maggiori informazioni clicca sul sito www.centromusicacremona.it o chiama lo 0372.435701 dal lunedì al venerdì dalle 14:30 alle 19:30.

Centro Musica “Il Cascinetto”
Via Maffi 2/A, 26100 Cremona
Tel/Fax: +39 0372 435701
Web: www.centromusicacremona.it
Mail: info@cantieresonoro.it

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Gianluca Grignani – Romantico Rock Show

febbraio 8th, 2010

Uscito da pochi giorni, su etichetta Sony Music, “Romantico Rock Show” è il suo 10° capolavoro. ”Avevo annunciato un concept album e ho deciso di usare il concetto di amore per parlare della vita e del mondo che ci circonda. Un giorno mi sono venute in mente le tre parole chiave: Romantico Rock Show. Mi sono illuminato. Il romanticismo e’ amore. Il rock e’ cio’ che ci succede. Lo show e’ ormai all’ordine del giorno e, in fondo, io faccio proprio quello…”. Gianluca Grignani, racconta così, il suo nuovo album potente e ispirato, prodotto e arrangiato da lui stesso con Andrea Tripodi nello studio la Fabbrica del Suono. Il cd, anticipato dall’uscita del singolo “Sei sempre stata mia”, un’intensa ballata rock, contiene 11 brani: un’autentica raccolta di emozioni condite dal timbro intenso e inconfondibile dell’artista il quale lancia un messaggio universale: l’esortazione dell’amore come una guida, la via d’uscita da qualsiasi tipo di problema. Musicalmente è molto ricco, grazie anche a una sezione d’archi, un corno francese e un coro Gospel. Tra i vari brani, un pezzo intenso e impegnato, è “Rimani acqua di mare”: una dichiarazione d’amore fatta da una persona a lui cara impossibilitata a parlare perché immobilizzata in un letto di ospedale. Mentre un brano giocoso da vero “Joker”, immagine scelta come suo alter ego, è ‘Le-ro-là’.
“Questo album è una dichiarazione totale di amore verso il pubblico. Io sono sempre stato più intimista, stavolta ho voglia di aprirmi e, attraverso queste canzoni, dialogare ancora di più con i miei fans”. Questo è quanto, ha infine, dichiarato. L’artista partirà a maggio, con un tour teatrale che vedrà, sul palco con lui, anche il noto chitarrista cremonese Mattia Tedesco.

Tracklist:

1. Intro
2. Sei Sempre Stata Mia
3. Piu’ Veloce Del Suono
4. Romantico Rock Show
5. Un Anno Come Un’Ora
6. Piu’ Fragile
7. Rimani Acqua Di Mare
8. Sei Unica
9. Amica Mia
10. Non Ho Piu’ Fiducia
11. Come Solo Tu
12. Le-ro-la
(13. Più fragile – Alternative Version – Solo su dada.it)

www.grignani.it

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NUOVO VIDEO PER I NOSTRANI BEAUCOUP FISH!!!

febbraio 5th, 2010

In occasione dell’uscita della loro ultima fatica discografica, LASCIO TUTTO, i BF presentano in esclusiva su ROLLING STONE il prossimo singolo DISTRATTO con tanto di video clip molto ben fatto.

Non perdetevi questa primizia, clikka quì il link per la presentazione e la visione del video.

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The Soft Pack – The Soft Pack

febbraio 4th, 2010

the-soft-pack-1

“But I think I’m gonna die/Before I see my time”. Così recita il ritornello di ‘Answer To Yourself’, traccia numero tre del primo album dei Soft Pack. Ritornello che mi ronza in testa da giorni ormai. Come tutto il disco del resto. Questa band indie-rock proveniente da San Diego è all’esordio, anche se ha già diviso il palco con band come: Last Shadow Puppets, Bloc Party, Franz Ferdinand e White Lies.
Bene, prendete una mezz’ora noiosa della vostra giornata (se mai l’avete), e tiratevi su il morale ascoltando quest’album, godendone appieno la scarica di adrenalina che trasmette! Certo non aspettatevi nulla che non sia già sentito, ma gustatevi dieci semplici e accattivanti canzoni garage-rock.
I Soft Pack possiedono un forte ascendente britannico nonostante la loro provenienza e già dai primi ascolti vi verranno in mente band come i Libertines o gli Strokes. Ma anche (perchè no?) i primi Weezer. Ciò che colpisce è soprattutto la capacità di creare dieci potenziali singoli con canzoni divertenti, immediate e di forte impatto che continuerete a canticchiare per giorni. Ogni pezzo ha il proprio riff accattivante o la propria frase di sicuro effetto. Le melodie sono chiare e trasparenti con un ritmo costantemente veloce e incalzante. L’unico momento del disco dove non ci sono schitarrate punk-rock-garage è nella splendida ballata ‘Mexico’, penultima traccia del disco. Ma non temete perchè l’album termina così com’era iniziato, con la frenetica ‘Parasites’.
Certo il gruppo deve crescere per dare più varietà ai suoni ma la strada imboccata è quella giusta.
I Soft Pack centrano il loro obiettivo anche perchè pochi gruppi vantano dischi così ben strutturati all’esorido.
Buon divertimento!

Tracklist:

1. C’mon
2. Down On Loving
3. Answer To Yourself
4. Move Along
5. Pull Out
6. More Or Less
7. Tides Of Time
8. Flammable
9. Mexico
10. Parasites

http://www.myspace.com/thesoftpack
http://thesoftpackofficial.com/

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.MOV – Prima italiana

febbraio 1st, 2010

mov-danzatoriFabioLibertieAnnamariaAjmone,fotodiIvanoGiussani

.mov è un’indagine sul comportamento umano.
In un succedersi di quadri drammaturgici stilizzati, i suoni e la coreografi a suggeriscono frammenti di quotidianità, confl itti, violenze e prevaricazioni, ma anche fragilità, inquietudini, paure. Il tempo soggettivo si sostituisce a quello universale, mentre pubblico e privato, virtuale e reale si alternano ciclicamente e l’individuo, sottoposto a sollecitazioni e forzature, cede agli impulsi primari, rivelando ambiguità e contraddizioni. Nella contrapposizione microcosmo e macrocosmo emergono contesti riconoscibili, spaccati di vita che svelano lati nascosti dell’indole umana. Così come nel campo dell’informatica .mov indica l’estensione di un file che assembla contenuti audio e video, anche nello spettacolo si fondono in un’unica dimensione suono, immagine, corpo, pensiero e movimento.
Il sistema interattivo .mov si basa sull’utilizzo di accelerometri a radiofrequenza che permettono al danzatore di relazionarsi ad un ambiente interattivo. Un impiego sottile della tecnologia per amplificare il gesto attraverso sonorità personalizzate e sottolineare l’individualità dei protagonisti.

12-02-2010
ore 21.00

Teatro San Domenico
piazza Trento e Trieste, Crema

http://www.aiep.org/cms/newsletter/gui/prew_server.php?d=95

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Arctic Monkeys + Mystery Jets Live @ Palasharp, Milano, 26/01/10

gennaio 31st, 2010

Arctic Monkeys Live

26 gennaio 2010: le Scimmie Artiche di Sheffield portano al Palasharp di Milano il loro spettacolo, forti dell’ultimo album “Humbug“. Il concerto è sold out, nonostante le numerose critiche riguardo la loro scarsa presenza on-stage, ritenuta (come cita Wikipedia dalla rivista britannica NME) non degna “del ruolo di rockstar che si sono meritati di ottenere”. Le critiche non sono mancate neanche al loro nuovo sound, coperto dalla sabbia stoner del co-produttore Josh Homme (Kyuss, Queens of the Stone Age, Eagles of Death Metal e Them Crooked Vultures tra i tanti), quasi privo dei loro caratteristici riff tiratissimi e marcato da un tono più riflessivo, malleabile. Le storie di vita notturna fatte di buttafuori, piste da ballo e puttane tipiche delle lyrics di Alex Turner sono ancora presenti, ma sono più sfumate, allusive, ricche di metafore (esempio perfetto è il secondo singolo tratto dall’album, “Cornerstone”, andate a leggerne il testo). Insomma, un album probabilmente difficile da accettare per i fan più legati al loro sound originale, ma che dimostra la capacità dei quattro inglesi di reinventarsi e portarsi in nuovi territori musicali.

Dopo ore ed ore rese eterne dal freddo pungente e dai fiocchi di neve che verso sera iniziano a posarsi su Milano, i cancelli si aprono. L’attesa non è delle più facili, in quanto il pubblico inizia a spingere pesantemente ancora prima che gli opener Mystery Jets si presentino sul palco. Fenomeno tipicamente Italiano al quale dovremmo essere abituati, ma del quale continuiamo giustamente, secondo il sottoscritto, a lamentarci. I Jets, alla prima data in Italia, fanno la loro degna figura come opener: sanno tenere il palco, senza però ottenere particolari picchi di attenzione. I pezzi del nuovo album “Twenty One” rendono bene dal vivo, forse anche in modo migliore che su disco (soprattutto la splendida “Hideaway”, caratterizzata da un riff di tastiera iniziale degno degli ultimi Kasabian). Senza infamia e senza lode, i quattro lasciano il palco e un telo rosso nasconde il palco agli occhi del Palasharp.

Spente le luci e aperto il sipario, agli occhi del pubblico compaiono quattro figure nere circondate da luci accecanti, in un mare di nebbia, insieme alle prime note di “Dance Little Liar“: una perfetta introduzione nell’atmosfera di “Humbug”. Dopo qualche minuto, il ritmo di batteria che chiude il pezzo rallenta. Rallenta. Rallenta. E parte “Brianstorm“. Le luci diventano rosse e lampeggianti, il fumo aumenta, le casse toraciche degli spettatori in prima fila iniziano a soffrire. Da quel momento in poi, le Scimmie Artiche spaziano liberamente tra i loro tre album, alternando chitarre pulite ad attacchi distorti, proponendo in fila “This House Is a Circus“, “Still Take You Home” e la marziale “Potion Approaching“.

La prima “sorpresa” del concerto per i fan non preparati è la cover di “Red Right Hand” di Nick Cave & The Bad Seeds, proposta da qualche mese a questa parte nelle loro setlist. Il pezzo si addice al sound degli Arctic, e i quattro la reinterpretano in maniera più che degna, anche se proporre canzoni di altri artisti sembra un pò superfuo per una band del loro livello. Le successive “My Propeller” (annunciata come terzo singolo dall’album), “Crying Lightning” e “Catapult” (ottima b-side del singolo di “Cornerstone”) preparano splendidamente la botta che arriva con “The View From the Afternoon” e “I Bet You Look Good on the Dancefloor“, accolte più che caldamente da tutto il pubblico. Come per voler dare un po’ di respiro alla bolgia che si muove sotto il palco, vengono proposte “Cornerstone” e “If You Were There, Beware“. L’ultimo attacco frontale dello show arriva con “Pretty Visitors“, “Do Me a Favour” e “When the Sun Goes Down” (assordanti le urla dei fan tra la fine dell’introduzione e l’”He’s a scumbag, don’t you know?” che precede il riff principale della canzone). Il set principale si chiude con “Secret Door“, secondo il sottoscritto pezzo migliore del nuovo album, canzone dalla strofa ipnotica e dallo splendido finale, sul quale uno stormo di coriandoli cade sul Palasharp.

Una breve pausa e la splendida “Fluorescent Adolescent“, seguita da “505“, chiudono definitivamente lo show. Alex, Jamie, Nick e Matt abbandonano il palco tra applausi scroscianti, ma lo fanno umilmente, senza troppe parole, con un atteggiamento riservato. Gli Arctic Monkeys sono venuti, hanno suonato, hanno ringraziato e se ne sono andati. E lo hanno fatto con grande stile, senza tirarsela, senza lesinare sulle canzoni nuove, senza accontentare i (fortunatamente pochi) fan che continuano ad ascoltare sempre e solo “Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not” a ripetizione.

Elia Alovisi

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