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Archive for the ‘Recensioni’ Category

Teenage Gluesniffers – “Nervous Breakdown”

mercoledì, marzo 3rd, 2010

“Nervous Breakdown” è il nuovo disco dei punk-rockers milanesi Teenage Gluesniffers.

Undici pezzi di gudurioso punk-rock suonato con lo stile giusto e la carica che sempre questi tre ragazzi ci regalano anche durante i loro fenomenali live.

Liriche in inglese davvero taglienti, simpatici e impeccabili che ti rimangono in testa fin dal primo ascolto.

Pezzi come “Back to the 90’s”,  “No time to say goodbay”, “Brainwash”, sono stati scritti per rimanerti appicciati in testa e per essere cantati quando meno te lo aspetti sotto la doccia o mentre guidi immerso nel traffico cittadino.

“I wanna be a pyro”, “Nervous Breackdow” e “Sick sad world” ti fanno muovere il piedino e la testa su e giù, facendoti godere sempre di più.

Assolutamente degna di nota è la splendida e coinvolgente “Our last valentine’s day” dove alla voce come special guest troviamo la Ally dei Teenage Bubblegums, con il suo inconfondibile e fichissimo stile. Sicuramente il pezzo con gli arrangiamenti migliori e che verrà ricordato nella carriera di questo gruppo.

Il disco è stato registrato al Real Sound Studios di Milano da Ettore Gilardoni, stampato dall’americana Mind Riot Records in collaborazione con la fanzina italiano Cool Kids.

In conclusione un disco che tutti gli amanti del buon e intramontabile punk-rock di scuola Screeching Weasel devono avere.

Tracklist:

  1. Nervous breakdown
  2. Down in the ground
  3. Back to 90’s
  4. I wanna be a pyro
  5. No time to say goodbye
  6. Under the stairs
  7. Brainwash
  8. I wrote a cool song about pop punk
  9. Loser parade
  10. Sick sad world
  11. Our last valentine’s day

www.myspace.com/teenagegluesniffers

A Chance to be Romantic – “Tutto in un attimo”

lunedì, marzo 1st, 2010

a chance to be romantic

“Tutto in un attimo” è il primo ep degli A Chance to be Romantic, giovane duo acustico in cerca di notorietà.

Disco autoprodotto, scritto a quattro mani da Dario Dordoni e Francesco Bertoletti e registrato da Cristian Merli.

Cinque canzoni dalle liriche in italiano, con qualche piccola invasione della lingua inglese soprattutto usata nei ritornelli.

Testi che parlano d’amore, storie finite male o che ancora devono nascere, testi per innamorati e per gente che ci crede ancora.

Musiche tipicamente pop e arrangiamenti semplici ma efficaci che fanno di questo disco un bel biglietto da visita per questi Chance to be a Romantic, che cercano di farsi largo nel sottobosco delle giovani band del panorama italiano.

Come riferimenti a gruppi musicali più blasonati possiamo citare i maestri di questo genere, i Death Cab for Cutie e i nostrani Sonorha.

Per me i due brani migliori di questo “Tutto in un attimo” sono “Dicembre” e “Io vivrò” per le melodie e gli arrangiamenti azzecchati in maniera impeccabile da i due romantici cremonesi.

A Chance to be Romantic, un gruppo da tenere d’occhio!

Tracklist:

1. Come back

2. Io vivrò

3. Dicembre

4. Dentro me

5. Sei l’aria

www.myspace.com/achancetoberomantic

Certe Notti (Aterballetto)

mercoledì, febbraio 24th, 2010

“Leggero, nel vestito migliore, senza andata nè ritorno senza destinazione. Leggero, nel vestito migliore, nella testa un pò di sole e in bocca una canzone”. Questo riff cantato, recitato più volte, sembra quasi voglia essere la chiave, il succo, il punto di partenza di tutto. Con un Teatro Ponchielli gremito di amanti della danza e di fans di Luciano, si apre lo spettacolo con le note del tema “Sopravvissuti e sopravviventi”; su dei monitor appesi il filmato di una bellerina. Poi ecco i primi  ballerini “dal vivo” impossessarsi del palco a passi di danza su una delle tante e bellissime poesie che si alternano alle canzoni, monologhi per tutta la durata dello show. “Certe notti” nasce dall’incontro tra Luciano Ligabue, Mauro Bigonzetti (coreografo di Aterballetto compagnia di produzione e distribuzione di spettacoli di danza in Italia) e Angelo Davoli (creatore del concept scenografico). Il noto coreografo ha dato vita a uno show coerente con lo spirito tipico delle canzoni del Liga (per i fans) con quelle atmosfere di provincia dove c’è la voglia di evadere da una realtà che troppo spesso và stretta unita dai grandi sogni e speranze alla ricerca di novità, di una nuova vita. Questa magica fusione tra musica e danza sceglie come culla la notte, “il luogo della nostra immaginazione, delle nostre inquietudini e dei nostri sogni” scrive Begonzetti. “Certe notti” evoca la straordinaria tensione dell’artista prima che si apra il sipario, ma anche la scoperta di una realtà più vera, che solo l’oscurità è in grado di svelare. Un ispirazione a spingersi sempre più in alto e ad andare oltre l’apparenza che, Davoli, ha sintetizzato in un allestimento multimediale, dove i due elementi aria e terra sono simboleggiati dalla presenza di silos industriali e dal cielo. Una delle esibizioni più emozionanti, è sicuramente, il passo a due sulle note di “ho messo via” nel quale i ballerini, danzano dietro a un grande telo trasparente su cui vengono proiettati squarci di nuvole. Ma anche gli assoli, balli di gruppo e ancora passi a due su canzoni più profonde, dolci come “Sono qui per l’amore” o “L’amore conta” per passare a pezzi di tutt’altro genere come “Vivo morto o x” passando poi da uno dei più bei brani di Ligabue “Piccola stella senza cielo”, con una coreografia da pelle d’oca, al “Quando tocca a te”, pezzo per veri intenditori, dirigendosi poi verso la chiusura dello show con “Leggero” ed infine la conclusione: “Certe notti” che da il nome a questa straordinaria opera. Da sottolinearare inoltre alcune parti recitate, tratte dal primo film di Ligabue “Radiofreccia”; monologhi eseguiti alla perfezione dagli artisti sul palco, alcuni anche in chiave ironica. Emozionanti e molto suggestive le coreografie realizzate sulla recitazione delle poesie (tratte dal libro “Lettere d’amore nel frigo”). Dice Ligabue: “Non esiste un essere umano a cui piaccia esattamente tutta la stessa musica e questo vale per qualsiasi espressione artistica. Ma se la maggior parte delle opere d’arte viene assimilata attraverso gli occhi, nella musica bisogna fare i conti anche con una variante in più: la fisica. Ecco allora la risposta intera di un grande coreografo e di una prestigiosa compagnia di danza ad alcune delle mie canzoni; il corpo dimostra di avere tanti segreti da svelare, soprattutto quelli che conosce della musica”. Il risultato di questa fantastica collaborazione è più che ottimo e il pubblico, fans e non di Luciano, l’ha dimostrato con grandi applausi. Una “musica”, appunto, per le proprie orecchie ma anche per i propri occhi.

Nella foto Bigonzetti, Ligabue e Davoli

http://www.certenottiaterballetto.it/

Casa del Vento – Articolo uno

martedì, febbraio 23rd, 2010

La Casa del Vento, band toscana il cui debutto risale ai primi anni ‘90, ha pubblicato “Articolo uno” distribuito da EMI: un “concept album” che racconta uno spaccato d’Italia.
Il disco presenta un’impronta tipicamente folk, caratteristica principale del gruppo, ma all’interno del cd ascoltando le tracce, troviamo anche brani rock.
Questo progetto tratta temi riguardanti il lavoro attraverso storie del passato e situazioni attuali, parla delle conquiste e delle sconfitte aggravate in tempi recenti e della parziale perdita dei diritti tanto faticosamente conquistati.
La title-track “Articolo uno”, ad esempio, pone domande sulla reale aderenza della nostra Costituzione alla vita e al progresso umano nel nostro paese. “Primo maggio” invece parla delle conquiste dei lavoratori nel passato mentre “Tutta la vita davanti”, titolo preso in prestito dal noto e bellissimo film di Paolo Virzì, parla del precariato e della realtà dei giovani che vivono una situazione alquanto instabile.
All’interno dell’album, da sottolineare inoltre, l’omaggio a Bob Marley attraverso una fantastica “Redemption song”.

Tracklist:

1. Intro
2. 7
3. Primo Maggio
4. Figlia mia
5. Recitato (con Ascanio Celestini)
6. Diodegli inferi
7. Articolo uno
8. Dal cielo (feat. David Rhodes)
9. Tutta la vita davanti
10. Redemption song
11. Quando fischiava la sirena
12. Campi d’oro
13. L’italiante
14. Fatica e sudore
15. L’ultima cosa

http://www.casadelvento.eu/
http://www.myspace.com/casadelvento99

Gianluca Grignani – Romantico Rock Show

lunedì, febbraio 8th, 2010

Uscito da pochi giorni, su etichetta Sony Music, “Romantico Rock Show” è il suo 10° capolavoro. ”Avevo annunciato un concept album e ho deciso di usare il concetto di amore per parlare della vita e del mondo che ci circonda. Un giorno mi sono venute in mente le tre parole chiave: Romantico Rock Show. Mi sono illuminato. Il romanticismo e’ amore. Il rock e’ cio’ che ci succede. Lo show e’ ormai all’ordine del giorno e, in fondo, io faccio proprio quello…”. Gianluca Grignani, racconta così, il suo nuovo album potente e ispirato, prodotto e arrangiato da lui stesso con Andrea Tripodi nello studio la Fabbrica del Suono. Il cd, anticipato dall’uscita del singolo “Sei sempre stata mia”, un’intensa ballata rock, contiene 11 brani: un’autentica raccolta di emozioni condite dal timbro intenso e inconfondibile dell’artista il quale lancia un messaggio universale: l’esortazione dell’amore come una guida, la via d’uscita da qualsiasi tipo di problema. Musicalmente è molto ricco, grazie anche a una sezione d’archi, un corno francese e un coro Gospel. Tra i vari brani, un pezzo intenso e impegnato, è “Rimani acqua di mare”: una dichiarazione d’amore fatta da una persona a lui cara impossibilitata a parlare perché immobilizzata in un letto di ospedale. Mentre un brano giocoso da vero “Joker”, immagine scelta come suo alter ego, è ‘Le-ro-là’.
“Questo album è una dichiarazione totale di amore verso il pubblico. Io sono sempre stato più intimista, stavolta ho voglia di aprirmi e, attraverso queste canzoni, dialogare ancora di più con i miei fans”. Questo è quanto, ha infine, dichiarato. L’artista partirà a maggio, con un tour teatrale che vedrà, sul palco con lui, anche il noto chitarrista cremonese Mattia Tedesco.

Tracklist:

1. Intro
2. Sei Sempre Stata Mia
3. Piu’ Veloce Del Suono
4. Romantico Rock Show
5. Un Anno Come Un’Ora
6. Piu’ Fragile
7. Rimani Acqua Di Mare
8. Sei Unica
9. Amica Mia
10. Non Ho Piu’ Fiducia
11. Come Solo Tu
12. Le-ro-la
(13. Più fragile – Alternative Version – Solo su dada.it)

www.grignani.it

The Soft Pack – The Soft Pack

giovedì, febbraio 4th, 2010

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“But I think I’m gonna die/Before I see my time”. Così recita il ritornello di ‘Answer To Yourself’, traccia numero tre del primo album dei Soft Pack. Ritornello che mi ronza in testa da giorni ormai. Come tutto il disco del resto. Questa band indie-rock proveniente da San Diego è all’esordio, anche se ha già diviso il palco con band come: Last Shadow Puppets, Bloc Party, Franz Ferdinand e White Lies.
Bene, prendete una mezz’ora noiosa della vostra giornata (se mai l’avete), e tiratevi su il morale ascoltando quest’album, godendone appieno la scarica di adrenalina che trasmette! Certo non aspettatevi nulla che non sia già sentito, ma gustatevi dieci semplici e accattivanti canzoni garage-rock.
I Soft Pack possiedono un forte ascendente britannico nonostante la loro provenienza e già dai primi ascolti vi verranno in mente band come i Libertines o gli Strokes. Ma anche (perchè no?) i primi Weezer. Ciò che colpisce è soprattutto la capacità di creare dieci potenziali singoli con canzoni divertenti, immediate e di forte impatto che continuerete a canticchiare per giorni. Ogni pezzo ha il proprio riff accattivante o la propria frase di sicuro effetto. Le melodie sono chiare e trasparenti con un ritmo costantemente veloce e incalzante. L’unico momento del disco dove non ci sono schitarrate punk-rock-garage è nella splendida ballata ‘Mexico’, penultima traccia del disco. Ma non temete perchè l’album termina così com’era iniziato, con la frenetica ‘Parasites’.
Certo il gruppo deve crescere per dare più varietà ai suoni ma la strada imboccata è quella giusta.
I Soft Pack centrano il loro obiettivo anche perchè pochi gruppi vantano dischi così ben strutturati all’esorido.
Buon divertimento!

Tracklist:

1. C’mon
2. Down On Loving
3. Answer To Yourself
4. Move Along
5. Pull Out
6. More Or Less
7. Tides Of Time
8. Flammable
9. Mexico
10. Parasites

http://www.myspace.com/thesoftpack
http://thesoftpackofficial.com/

Arctic Monkeys + Mystery Jets Live @ Palasharp, Milano, 26/01/10

domenica, gennaio 31st, 2010

Arctic Monkeys Live

26 gennaio 2010: le Scimmie Artiche di Sheffield portano al Palasharp di Milano il loro spettacolo, forti dell’ultimo album “Humbug“. Il concerto è sold out, nonostante le numerose critiche riguardo la loro scarsa presenza on-stage, ritenuta (come cita Wikipedia dalla rivista britannica NME) non degna “del ruolo di rockstar che si sono meritati di ottenere”. Le critiche non sono mancate neanche al loro nuovo sound, coperto dalla sabbia stoner del co-produttore Josh Homme (Kyuss, Queens of the Stone Age, Eagles of Death Metal e Them Crooked Vultures tra i tanti), quasi privo dei loro caratteristici riff tiratissimi e marcato da un tono più riflessivo, malleabile. Le storie di vita notturna fatte di buttafuori, piste da ballo e puttane tipiche delle lyrics di Alex Turner sono ancora presenti, ma sono più sfumate, allusive, ricche di metafore (esempio perfetto è il secondo singolo tratto dall’album, “Cornerstone”, andate a leggerne il testo). Insomma, un album probabilmente difficile da accettare per i fan più legati al loro sound originale, ma che dimostra la capacità dei quattro inglesi di reinventarsi e portarsi in nuovi territori musicali.

Dopo ore ed ore rese eterne dal freddo pungente e dai fiocchi di neve che verso sera iniziano a posarsi su Milano, i cancelli si aprono. L’attesa non è delle più facili, in quanto il pubblico inizia a spingere pesantemente ancora prima che gli opener Mystery Jets si presentino sul palco. Fenomeno tipicamente Italiano al quale dovremmo essere abituati, ma del quale continuiamo giustamente, secondo il sottoscritto, a lamentarci. I Jets, alla prima data in Italia, fanno la loro degna figura come opener: sanno tenere il palco, senza però ottenere particolari picchi di attenzione. I pezzi del nuovo album “Twenty One” rendono bene dal vivo, forse anche in modo migliore che su disco (soprattutto la splendida “Hideaway”, caratterizzata da un riff di tastiera iniziale degno degli ultimi Kasabian). Senza infamia e senza lode, i quattro lasciano il palco e un telo rosso nasconde il palco agli occhi del Palasharp.

Spente le luci e aperto il sipario, agli occhi del pubblico compaiono quattro figure nere circondate da luci accecanti, in un mare di nebbia, insieme alle prime note di “Dance Little Liar“: una perfetta introduzione nell’atmosfera di “Humbug”. Dopo qualche minuto, il ritmo di batteria che chiude il pezzo rallenta. Rallenta. Rallenta. E parte “Brianstorm“. Le luci diventano rosse e lampeggianti, il fumo aumenta, le casse toraciche degli spettatori in prima fila iniziano a soffrire. Da quel momento in poi, le Scimmie Artiche spaziano liberamente tra i loro tre album, alternando chitarre pulite ad attacchi distorti, proponendo in fila “This House Is a Circus“, “Still Take You Home” e la marziale “Potion Approaching“.

La prima “sorpresa” del concerto per i fan non preparati è la cover di “Red Right Hand” di Nick Cave & The Bad Seeds, proposta da qualche mese a questa parte nelle loro setlist. Il pezzo si addice al sound degli Arctic, e i quattro la reinterpretano in maniera più che degna, anche se proporre canzoni di altri artisti sembra un pò superfuo per una band del loro livello. Le successive “My Propeller” (annunciata come terzo singolo dall’album), “Crying Lightning” e “Catapult” (ottima b-side del singolo di “Cornerstone”) preparano splendidamente la botta che arriva con “The View From the Afternoon” e “I Bet You Look Good on the Dancefloor“, accolte più che caldamente da tutto il pubblico. Come per voler dare un po’ di respiro alla bolgia che si muove sotto il palco, vengono proposte “Cornerstone” e “If You Were There, Beware“. L’ultimo attacco frontale dello show arriva con “Pretty Visitors“, “Do Me a Favour” e “When the Sun Goes Down” (assordanti le urla dei fan tra la fine dell’introduzione e l’”He’s a scumbag, don’t you know?” che precede il riff principale della canzone). Il set principale si chiude con “Secret Door“, secondo il sottoscritto pezzo migliore del nuovo album, canzone dalla strofa ipnotica e dallo splendido finale, sul quale uno stormo di coriandoli cade sul Palasharp.

Una breve pausa e la splendida “Fluorescent Adolescent“, seguita da “505“, chiudono definitivamente lo show. Alex, Jamie, Nick e Matt abbandonano il palco tra applausi scroscianti, ma lo fanno umilmente, senza troppe parole, con un atteggiamento riservato. Gli Arctic Monkeys sono venuti, hanno suonato, hanno ringraziato e se ne sono andati. E lo hanno fatto con grande stile, senza tirarsela, senza lesinare sulle canzoni nuove, senza accontentare i (fortunatamente pochi) fan che continuano ad ascoltare sempre e solo “Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not” a ripetizione.

Elia Alovisi

Niccolò Fabi – Solo un uomo

giovedì, gennaio 28th, 2010

Il noto cantautore romano torna con un album dai toni profondi, sensibili. Un lavoro riflessivo e maturo che segna la sua “rinascita” dopo il termine del contratto con la Virgin. Un cd che parla di storie a lieto fine come “la promessa”, brani d’amore ma anche di denuncie sociali; brani delicati, intensi con arrangiamenti d’archi come “fuori o dentro”. Questo nuovo lavoro colpisce, fa innamorare e invita al riascolto, alla comprensione totale di ogni pezzo a ciò che vuole comunicare, trasmettere. Definito dagli esperti del settore come uno dei migliori album d’autore degli ultimi due anni, conferma il grande talento di questo artista. Niccolò Fabi è attualmente in tour.

Tracklist:

01. Solo un uomo
02. Attesa Inaspettata
03. La promessa
04. Fuori o dentro
05. Aliante
06. Successo
07. Parti di me
08. La mia fortuna
09. Questo pianeta
10. Parole che fanno bene

Universal

www.niccolofabi.it

MASSIMO VOLUME – Bologna Nov. 2008

lunedì, gennaio 25th, 2010

Per capire la grandezza di questo disco, farsi sconvolgere dall’infinito gusto delle chitarre , i sali scendi delle dinamiche, farsi penetrare da parole tanto ruvide, plastiche e iconografiche , dovete prendere l’auto in piena notte e partire. Incrociare altri fari. I flash di fotografie metropolitane che affiorano dalle note dei MV.

Mentre Mimì vi dipinge dentro la foga della sua poetica, quel incredibile epica del perdente che sentiamo tanto vicina.

Tutti i brani potrebbero uscire oggi per la prima volta e nessuno noterebbe alcun velo di superamento rispetto a sonorità e arrangiamenti di dischi ben più recenti.

Questo è il privilegio che spetta a pochi ma ai più grandi.

Questo live è consigliatissimo a chi negli anni ‘90 non poteva arrivare a questa musica perché ancora troppo giovane.Non se ne pentirà. Anzi. Si scoprirà meno solo di fronte al disorientamento del vivere quotidiano. Si scoprirà meno sbagliato di quanto crede.

L’incipit iniziale di ATTO DEFINITIVO è devastante nel suo annunciare uno dei pezzi di rock italiano più belli della storia.Tanto quanto l’arpeggio iniziale de LA CITTà MORTA dove l’anelito ad una serenità interiore è sintetizzato al meglio nel grido di Mimì “ …ordinare le stesse cose che mangiamo da una settimana perché siamo stanchi di novità ! ”.

Egle Sommacal ancora una volta dà lezioni di perizia artistica nel suonare le corde della chitarra con una raffinatezza davvero rara.

Per i vecchi fan questo disco è sicuramente la prova che il 7 Novembre 2008 all’Estragon di Bologna si è celebrata la conferma di una pietra miliare della musica italiana.

Fra le poche ad avere eredi forse, ma di certo nessun padre tanto ha saputo stravolgere i canoni del fare rock alternativo in Italia.E per i MV alternativo non è termine fuoriluogo se si guarda agli anni in cui sono nati e cresciuti.

Nella bellissima ESERCITO DI SANTI Mimì declama “dimenticare è bene!” certo non vale per i MASSIMO VOLUME! Sarebbe perdere un occasione per emezionarsi dell’esser vivi.

In attesa di un nuovo album di cui si vocifera da tempo, questo live è Consigliatissimo .

Scaletta:

  1. ATTO DEFINITIVO
  2. IL PRIMO DIO
  3. LA NOTTE DELL’11 OTTOBRE
  4. LA CITTA’ MORTA
  5. FUOCO FATUO
  6. PER FARCELA
  7. ESERCITO DI SANTI
  8. ALTRI NOMI
  9. SUL VIKING EXPRESS
  10. QUALCOSA SULLA VITA
  11. ORORO

http://xoomer.virgilio.it/aneworderfan/mvstanze/index.html

Una produzione www.mescal.it

Distribuito da EMI

The Brilliants At Breakfast – Romy’s Garden

giovedì, gennaio 21st, 2010

Cover THE BRILLIANTS AT BREAKFAST_1

Avrà ancora qualcosa da dire il post-rock oggi? Mi sono posto parecchie volte questa domanda ultimamente.
Ho pensato per molto tempo che la risposta fosse negativa. Poi nel 2009 parecchi dischi ascoltati mi hanno fatto sorgere qualche dubbio e ho concluso che forse non tutto era perduto. Già, perchè se l’ultimo disco dei Tortoise è comunque carino, anche se non il migliore della band australiana, gli ultimi lavori dei Do Make Say Think e soprattutto ‘Hymn To The Immortal Wind’ dei giapponesi Mono hanno dato un pò di freschezza e novità a un genere che sembrava finito del tutto. Ebbene si può aggiungere ancora qualcosa a quanto già fatto negli anni precedenti da band che hanno lasciato il segno nell’ambito post-rock senza dover scadere nel banale e nel ‘già sentito’.
Anche in ambito italiano non si scherza, e dopo i Mono mi capita di ascoltare questo primo lavoro dei Brilliant At Breakfast dal titolo ‘Romi’s Garden’. L’idea nasce nel 2007 quando prende forma questo progetto di matrice post-rock. La band ha appena firmato un contratto con la Seahorse recordings di Paolo Messere (ex chitarrista degli Ulan Bator). I riferimenti della band sono diversi e questo fa si che ne risulti un album non tradizionalmente post. L’eredità lasciata dai Mogwai ovviamente non manca, ma c’è molto di personale in questo disco e nonostante sia abbastanza lungo si lascia ascoltare con piacere.
I suoni sono dilatati, ma c’è anche molto cantato con voce dolce e sussurrata.
Reminiscenze shoegaze a tratti, tanto che per qualche secondo tornano alla mente addirittura i migliori Slowdive. Le atmosfere sono calde e ovattate, più lo si ascolta e più sembra l’approdo in un posto sicuro al riparo dal freddo. 10 tracce che accompagnano un viaggio delicato e onirico, in un album che non stupirebbe se fosse uscito direttamente dalla Constellation. Il flusso delle note è molto naturale e spontaneo, l’accavallarsi dei suoni delicato e curato.
‘Romi’s Garden’ si svela poco a poco, dopo diversi ascolti.
Sapere che anche in italia c’è chi fa ancora del buon post-rock è sicuramente una nota positiva.  Buona la prima per i Brilliants At Breakfast e visto che la band è già in studio per preparare il secondo lavoro, attendiamo fiduciosi.

Tracklist:

1. Shame
2. Perfect As A Circle
3. Blue Berry Sky
4. Jules & Jim
5. The Flow
6. Portnoy’s Complaint
7. In Heaven
8. O.L.S.
9. The Island
10. Romy’s Garden

http://www.myspace.com/thebrilliantsatbreakfast